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LA CESSIONE D'AZIENDA: CONTRATTO DEFINITIVO E PRELIMINARE

Pubblicato il 05 aprile 2019 alle 17.20



Prima di procedere alla stipula del contratto definitivo di cessione d’azienda, le parti tendono, nella prassi commerciale, a redigere un primo atto che assume la forma di un contratto preliminare, cioè una semplice lettera d’intenti, mediante il quale le parti si impegnano a concludere, in un momento successivo, il contratto definitivo che produrrà il passaggio di proprietà dell’azienda.

Tale atto deve contenere alcuni elementi essenziali, quali, ad esempio:

  • Descrizione dei beni costituenti l’azienda oggetto della futura compravendita, eventualmente allegando all’atto un inventario analitico dei beni. Ugualmente per le giacenze di magazzino è consigliabile allegare un inventario analitico delle scorte che vengono cedute con l’azienda, riportando il loro valore totale;
  • Il prezzo pattuito, le modalità di pagamento e l’eventuale caparra da corrispondersi all’atto della stipula del preliminare;
  • La data entro cui formalizzare il definitivo passaggio di proprietà dell’azienda;
  • Eventuali condizioni sospensive o risolutive.

Di seguito il venditore dovrà presentare delle garanzie a protezione dell’acquirente, che nella prassi si dividono in due tipologie:

Garanzie legali, poste con l’obiettivo di garantire all’acquirente la qualità della società target e, contestualmente, liberare l’acquirente dall’onere di provare la veridicità delle dichiarazioni dell’alienante. Esse si dividono in:

- Garanzie di piena proprietà, la quale esclude la comproprietà dell’azienda con terzi;

- Garanzie di assenza di vincoli, gravami e diritti di terzi, ovvero la garanzia fornita dal venditore per cui non vi sono né vincoli né diritti di terzi;

- Garanzie di good standing, cioè assenza di procedure concorsuali o di liquidazione della società.

Garanzie patrimoniali, finalizzate a garantire il valore economico della società target. Queste si dividono in:

- Veridicità e accuratezza del bilancio, per cui si garantisce la veridicità e la correttezza del bilancio;

- Garanzia di rispetto della normativa previdenziale e fiscale;

- Garanzie sul contenzioso, ad esempio la garanzia di assenza di controversie pendenti o minacciate;

- Garanzie sui contratti, ad esempio la garanzia dell’assenza di condotte inadempienti relativamente ai contratti in essere;

- Garanzie su specifiche voci di bilancio (crediti, rimanenze, immobili ecc…

A garanzia degli impegni che andrà assumere il promissario acquirente, viene sovente previsto:

> Il riconoscimento al promittente venditore di una clausola penale (art. 1382 c.c.) o di una caparra (confirmatoria o penitenziale), mediante la consegna immediata di una somma di denaro; 

> A volte i contratti di cessione d’azienda prevedono il pagamento del prezzo a rate, acompagnate da emissioni di cambiali o pagherò. Per garantire il cedente nella corresponsione del prezzo anche dopo la stipula del contratto, si può richiedere l’inserimento di una clausola che preveda il trasferimento di proprietà dell’azienda solo con l’integrale pagamento del prezzo, ovvero con il saldo dell’ultima rata di prezzo pattuita. Tale clausola è meglio conosciuta come “patto di riservato dominio”, e risulta disciplinata dall’art. 1523 c.c..

Il patto di riservato dominio, generalmente, viene utilizzato nell'ipotesi di patrimonio aziendale costituito da beni strumentali di notevole valore poiché l’acquirente in difficoltà o, peggio, in mala fede, potrebbe procedere all’alienazione a terzi di detti cespiti, con notevole danno per il cedente, il quale oltre a non aver incassato il prezzo, non avrebbe più la possibilità di rientrare nel possesso fisico dei beni. Viceversa con il patto di riservato dominio si rende inefficace l’atto di successiva rivendita per opposizione del patto di riservato dominio.


HP CONSULTING SRL - COMITATO DI STUDI

Categorie: Procedure concorsuali e crisi d'impresa